Ufficiali le regole tecniche che armonizzano la disciplina della firma elettronica: è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 117 del 21 maggio 2013 il Dpcm con il  regolamento per la generazione, apposizione e verifica della firma elettronica avanzata, qualificata e digitale.

Si tratta del decreto attuativo del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) in base alle modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 235 del 2010 sulle modalità di sottoscrizione di un documento informatico mediante firma elettronica e digitale.

L’obiettivo è modernizzare i rapporti tra amministrazione e imprese aumentando le tipologie di firme elettroniche che è possibile utilizzare, portando ad una sostanziale e piena equiparazione con il documento cartaceo.

L'ulteriore finalità è diffondere l'utilizzo di strumenti elettronici di comunicazione tra pubbliche amministrazioni e cittadini, riducendone tempi di risposta e costi correlati. Si tratta quindi di un provvedimento che faciliterà i rapporti fra lo Stato, le imprese ed i cittadini contribuendo, come correttamente rilevato dalla senatrice Silvana Amati che ha seguito attivamente l'iter del decreto, a un'effettiva modernizzazione e razionalizzazione della pubblica amministrazione.

Il quadro regolamentare dovrà comunque essere completato con l'attuazione degli ulteriori provvedimenti previsti dal Cad, in consultazione già dal 2011, relativi a documento informatico, conservazione sostitutiva e protocollo informatico. Altro provvedimento atteso, e già trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione, è il secondo decreto attuativo dell'obbligo di fatturazione elettronica verso le pubbliche amministrazioni (articolo 1 commi da 209 a 214 della legge 244 del 2007).


Le firme elettroniche sono classificabili nei due generi della firma elettronica e della firma elettronica avanzata. La firma elettronica consiste solamente in un metodo di identificazione informatica realizzato attraverso l'insieme di dati in forma elettronica, allegati o connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici. Di fatto, utilizziamo la firma elettronica oramai quotidianamente, senza neppure averne la consapevolezza, quando ad esempio digitiamo il codice Pin allo sportello bancomat, oppure quando ci vengono richieste credenziali, quali l'identificativo utente e la password, per accedere alle caselle di posta elettronica.

Concludendo, abbiamo 4 tipologie:

  • La firma elettronica equivale a una firma personale associata a un documento scritto, per fornire una prova della sua provenienza.
  • La firma elettronica avanzata garantisce la connessione univoca tra firmatario e documento. Per firma digitale è una firma elettronica che utilizza un sistema di due chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, le cui caratteristiche, modalità di generazione/conservazione e requisiti di sicurezza vengono stabiliti nel Dpcm appena pubblicato in Gazzetta.
  • La firma elettronica qualificata è una firma avanzata basata su un certificato qualificato e realizzata mediante un dispositivo sicuro per la creazione della firma ovvero di mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo.
  • La firma grafometrica contempla elementi biometrici per garantire l’identità del firmatario e riproduce il processo tradizionale, sottoscrivendo però i documenti in digitale: il Dpcm ne ha fissato le regole tecniche.

 

 

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